La lezione di Gordon Brown
Il Pd Brancaleone alla caccia del Caimano
Lo sfasamento del partito di Pier Luigi Bersani è talmente profondo che persino un leader della sinistra che sembrava alle corde, il primo ministro laburista Gordon Brown, al confronto sembra un gigante, se non altro per la coerenza politica e la capacità di combattimento. Secondo Brown é ovvio che un grande partito punti a vincere le elezioni “da solo”, e in base a questa convinzione può darsi persino che il Labour, che poche settimane fa mordeva la polvere nei sondaggi, riesca a risollevarsi e persino a prevalere. Leggi Il Cav. scende in piazza anche per ricordare ai laziali che la Polverini c’è
9 AGO 20

Lo sfasamento del partito di Pier Luigi Bersani è talmente profondo che persino un leader della sinistra che sembrava alle corde, il primo ministro laburista Gordon Brown, al confronto sembra un gigante, se non altro per la coerenza politica e la capacità di combattimento. Secondo Brown é ovvio che un grande partito punti a vincere le elezioni “da solo”, e in base a questa convinzione può darsi persino che il Labour, che poche settimane fa mordeva la polvere nei sondaggi, riesca a risollevarsi e persino a prevalere. Bersani si è messo in una situazione opposta: se nel Lazio o in Puglia prevarrà il centrosinistra ritornato prodiano avranno vinto i candidati esterni che si sono autoimposti; se sarà sconfitto, il conto sará invece presentato a Bersani. Il ritorno dell’Unione, confusa e stanca, priva di idee e tenuta insieme da uno spirito di contrapposizione prevalentemente settario, può anche avere successo, ma resta un intruglio incapace di offrire una prospettiva decente e alternativa di governo. Bersani, come Veltroni, lo sa benissimo, ma gli manca il buon senso di Brown per gestire davvero un ruolo autonomo.